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Articolo apparso in "Corriere del Ticino" del 30.08.2005

« Pari opportunità » anche per strade e vie

Piazze e vie dedicate a figure femminili sono nel nostro Cantone decisamente una rarità. A Lugano si contano sulle dita di una mano, a Bellinzona non ne esistono. Una situazione che secondo l'associazione Archivi Riuniti delle Donne del Ticino ( AARDT) non ha più ragione di continuare e per far fronte alla quale è stata lanciata la campagna « Tracce di donne » . Obiettivo: sensibilizzare i Comuni ad una maggiore valorizzazione del gentil sesso nel repertorio toponomastico.

Di che sesso sono strade e vie? Capita a tutti, passeggiando per la propria città, di guardare targhe e pannelli dedicati a nomi che si sono intravisti nei testi di storia o che hanno contraddistinto il nostro recente passato. Assenti del tutto, o quasi, le figure femminili. Una lacuna che l'Associazione Archivi riuniti delle Donne intende ora colmare con il progetto « Tracce di donne».« Il repertorio toponomastico rappresenta un patrimonio di grande valore per la salvaguardia e la riscoperta delle nostre radici culturali » , ha detto ieri a Lugano la presidente dell'AARDT Renata Raggi Scala, in sede di presentazione alla stampa dell'iniziativa. « Riteniamo che all'interno del processo che con le aggregazioni sta rivoluzionando l'assetto del nostro Cantone, non debbano venir dimenticare figure femminili che si sono contraddistinte per l'impegno politico e sociale o la creatività letteraria, artistica e musicale » . Al fine di meglio sensibilizzare le autorità competenti, l'associazione ha elaborato un elenco di nomi e brevi biografie femminili che, secondo le promotrici, val la pena di riscoprire e tenere in considerazione. « Occorre interrogarsi sui parametri che hanno finora portato al riconoscimento o meno di una persona » , ha sottolineato la storica Nelly Valsangiacomo. « Un uomo politico non ha forse i medesimi meriti di una levatrice che ha fatto nascere 1.500 bambini? La domanda naturalmente è provocatoria. Resta il fatto che le donne hanno sempre avuto grandi difficoltà a mantenere viva la propria memoria. Uno stato di cose che non ha più ragione di esistere».E proprio per sottolineare la necessità di un cambiamento, ieri in via al Nido a Lugano, l'anonima targa posta all'angolo con via Besso è stata simbolicamente intestata per alcuni minuti a colei che, nel 1917, dell'asilo cittadino fu la fondatrice: Marta Vinassa. Non sono mancate l'attenzione e la curiosità di alcuni abitanti della zona, preoccupati forse di dover cambiare i propri biglietti da visita.
Un aneddoto che in piccolo riassume l'importanza rivestita dai nomi e le difficoltà alle quali si può andare incontro nei lavori di riorganizzazione dello stradario.
Stefano Vassere, responsabile del repertorio toponomastico cantonale e membro della Commissione per lo Stradario della Nuova Lugano ha sintetizzato alcuni parametri che verranno utilizzati. « Anzitutto niente più doppioni, si cercherà poi di raggruppare persone che hanno svolto attività simili, collocandole possibilmente in quei luoghi dove hanno vissuto o con cui vi è un legame. Il tutto senza alcuna distinzione di sesso » .

Articolo di Giovanni Mariconda
Corriere del Ticino, 30 agosto 2005

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