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Donne e diritti umani nel contesto della rivoluzione francese

di Thea Jaquinta
Laureata in Lettere all'Università di Friborgo

 

I. INTRODUZIONE

II. PRIMA PARTE : CONTESTO POLITICO - SOCIALE

A. LE PROTESTE FEMMINILI NEI CAHIERS DE DOLEANCES
1) IL DIRITTO AL LAVORO
2) IL DIRITTO ALL'ISTRUZIONE ED ALLA CARRIERA
3) IL DIRITTO AL DIVORZIO
4) UNA LEGISLAZIONE MIGLIORE PER LE DONNE ABBANDONATE E LE RAGAZZE MADRI
5) IL DIRITTO PER LE DONNE SPOSATE DI DISPORRE DEI PROPRI BENI

B. I GIORNALI DI CARATTERE FEMMINISTA

C. CLUBS DESTINATE ALLE DONNE

D. ALCUNI DIFENSORI DELLE DONNE

III. SECONDA PARTE :

A. OLYMPE DE GOUGES : AUTRICE DELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA, OPERA DESTINATA A TUTTE LE DONNE

1) I DIRITTI DELLE DONNE E DEGLI UOMINI
a) La libertà
b) L'uguaglianza
c) La proprietà

2) I DIRITTI DELLE CITTADINE E DEI CITTADINI
a) La sovranità nazionale
b) Il diritto di partecipazione all'organizzazione dei servizi pubblici
c) Il diritto di rappresentanza

3) IL DIRITTO PRIVATO
a) Il matrimonio
b) Il divorzio

B. OLYMPE DE GOUGES : ESEMPIO DI CONTRASTO CON LA MENTALITA' DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

1) RAPPORTO TRA LOTTA DI CLASSE E CAUSA FEMMINILE

IV. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

V. BIBLIOGRAFIA

 

I. INTRODUZIONE

Mi consacro alla figura di una donna rivoluzionaria, di una donna che ha creduto fino in fondo ai suoi ideali di uguaglianza tra i due sessi che ha cercato di diffonderli e di difenderli. Sto parlando di Olympe de Gouges.
Olympe de Gouges ha vissuto proprio in prima persona la Rivoluzione francese. Infatti è nata a metà del '700 nella Francia meridionale e, divenuta vedova, si è recata a Parigi. E proprio lì, ha cominciato a scrivere testi politici, pièces teatrali, libelli per la lotta agli oppressi, per la causa femminile. La sua opera più conosciuta che avremo modo di analizzare alcuni aspetti è la Déclaration des Droits de la Femme et de la Citoyenne, opera scritta nel 1791 al momento della ratifica della Costituzione. Con il trattato dimostra l'uguaglianza tra i due sessi.
Sostenuta dal gruppo politico, la Gironda, durante le prime fasi della Rivoluzione, de Gouges ha avuto modo di pubblicare innumerevoli articoli. Articoli che hanno provocato il malcontento di un gruppo politico che stava diventando sempre più influente all'interno del governo francese, la Montagna.
Figlia della Rivoluzione francese, Olympe de Gouges muore a causa della Rivoluzione francese : verrà condannata a morte nel periodo del Terrore.

Olympe de Gouges non è stata presa in considerazione dalla storiografia del XIX secolo fino alla metà del XX secolo. Alcuni storici come Thiers, Lamartine e Blanc le concedono alcune righe per il suo intervento durante la Rivoluzione francese, descrivendola come " folle ".(1)
E' relativamente da poco che la figura di de Gouges suscita interesse, in particolare l'occasione della commemorazione dei duecento anni della Rivoluzione francese ha stimolato un suo nuovo studio.
In fondo lo scopo di questa presentazione è proprio quello di contribuire alla rivalutazione della figura di Olympe de Gouges, dando voce ai suoi ideali legati alla difesa delle donne, proprio in nome dei principi della Rivoluzione francese : libertà, uguaglianza e fraternità.
Come dice il filosofo Courtine : " (...) la memoria di fare memoria non comporta più alunché di cumulativo, ma di rianimarlo, di dargli una vita nuova, e di tentare di compiere oggi ciò che è stato fallito allora ".(2)

II. PRIMA PARTE : CONTESTO POLITICO - SOCIALE

A. LE PROTESTE FEMMINILI NEI CAHIERS DE DOLEANCES

Il contesto sociale in cui Olympe de Gouges scrive la Déclaration des Droits de la Femme et de la Citoyenne nel settembre del 1791 è di fondamentale rilevanza per comprendere il suo trattato. E' infatti neccessario stabilire quali siano stati i fattori esterni che l'hanno preparata e spinta a proclamare questa Dichiarazione.

I primi periodi della Rivoluzione, in particolare nel momento in cui hanno avuto luogo la riunione degli Stati Generali, sono caratterizzati da molte proteste femminili, di cui si può trovare testimonianza nei Cahiers de Doléances e nelle petizioni. Tuttavia i Cahiers del gentil sesso sono di numero molto ridotto a causa della restrizione per le donne di godere del diritto di rappresentanza agli Stati Generali, che consiste nel possesso del titolo di proprietario di un feudo.(3)

Essenzialmente queste rivendicazioni concernono:(4)

E' importante precisare che questi reclami devono essere messi in rapporto all'appartenenza della classe sociale. Infatti lo strato popolare rivendica cause prevalentemente di carattere economico, come quello sugli abusi del regime signorile e sulla fiscalità regale. In particolare le donne, appartenenti alle corporazioni, lottano per ottenere gli stessi diritti degli uomini, esigendo un migliore salario e migliori condizioni di lavoro.(5)
Le problematiche relative all'instaurazione di un nuovo governo, a un nuovo sistema elettorale, ai diritti e i doveri dei cittadini interessano di più alla borghesia.(6) Inoltre il popolo conosce gli ideali rivoluzionari indirettamente, per intermediario del Terzo Stato che ha fornito i modelli dei Cahiers de Doléances.(7)

In realtà i redattori dei Cahiers non rivendicano i diritti delle donne, bensì si concentrano a trovare delle soluzioni a problemi come la miseria, l'ignoranza e la prostituzione, non affrontandone altri come il divorzio e l'uguaglianza politica.(8)
Infatti la questione della prostituzione non preoccupa il governo per motivi morali o per gli abusi sul sesso femminile, ma piuttosto per ragioni economiche, il che fa si che vengano adottate delle misure di repressione o la pratica di questa attività solo in determinati quartieri.(9)

Nonostante il decreto di Luigi XV nel 1724 in cui si esige il principio dell'istruzione obbligatoria per tutti, si constata, attraverso i controlli fiscali, che i ragazzi hanno maggiori possibilità di frequentare la scuola, anche perché le infrastrutture destinate a loro sono di numero più elevato.(10)
Per questo motivo molti Cahiers reclamano la costruzione di scuole primarie anche per le giovani, in particolare nelle campagne, mentre sono rare le allusioni al loro eventuale ingresso all'insegnamento secondario, non indispensabile per il loro ruolo nella comunità.(11) Infatti la necessità dell'istruzione femminile è fondata dalla funzione che hanno le donne all'interno del proprio nucleo familiare, quale il raggiungimento del benessere per lo sposo e per il figlio.(12)
Allo stesso tempo, l'insegnamento è condizionato dall'esigenza riproduttiva della società che vincola quindi il gentil sesso ad una ristretta educazione, basata sui valori morali. Di conseguenza, le giovani apprendono a leggere non tanto per motivi legati allo Stato, bensì per ragioni attraverso le quali la lettura permette loro di saldare ulteriormente la dottrina religiosa.(13)

L'interesse nazionale è rivolto a migliorare le condizioni disastrose cui le ragazze incinte sono sottoposte al momento del parto e sulla mortalità infantile che priva lo Stato di "maints citoyens utiles", attraverso la costruzione d'infrastrutture ospedaliere e l'aumento del personale curante.(14)
I Cahiers domandano anche l'abolizione dell'editto di Enrico II formulato nel febbraio del 1566. Il decreto consiste nell'obbligo assoluto di denunciare tutte le gravidanze e i parti al fine d'evitare pratiche diffuse presso le donne non sposate, ragazze madri e vedove, come l'aborto o l'infanticidio, cui segue originariamente la relativa condanna a morte.(15) Nel 1731 il marchio d'infamia sostituisce la pena capitale nel caso in cui il neonato muoia prima di essere battezzato.(16)
Il problema delle nascite è presente in tutte le classi sociali, in particolare presso il popolo a causa della misera che non aiuta di certo un genitore al mantenimento di un figlio non previsto. Infatti, solo a partire dal dodicesimo neonato le famiglie possono godere di una pensione o essere esonerati dal pagamento di imposte.
Così l'abbandono dei bambini, nati in questi ambienti economicamente precari, è la pratica più frequente cui fa spesso seguito l'infanticidio. Mentre l'aborto e l'uso della contraccezione sono sistemi prevalentemente adottati dalla borghesia e dall'aristocrazia.(17)
Molte proteste femminili sono rivolte alla loro situazione professionale. Esse chiedono di godere degli stessi diritti dell'uomo soprattutto sul problema della retribuzione inferiore e dell'occupazione d'impieghi che è limitata a determinati settori, quali quello agricolo e quello industriale.
Inoltre le corporazioni hanno un atteggiamento difensivo sui tentativi del gentil sesso d'inserirsi nelle attività tradizionalmente maschili, ad esempio quella della produzione artigianale, temendo infatti una loro riduzione salariale, in quanto le donne sono disposte a lavorare per una paga più bassa.(18)
Alcune tra il gentil sesso, appartenenti alla borghesia, domandano addirittura all'Assemblea Nazionale "l'admission du Sexe à tous offices de magistrature et à tous emplois publics".(19)

B. I GIORNALI DI CARATTERE FEMMINISTA

Ben presto le donne si rendono conto che i redattori dei Cahiers de Doléances non sono spinti dalla causa femminile ma dalla risoluzione di problemi generali del benessere pubblico che non coincidono necessariamente con le loro rivendicazioni. Per questo motivo molte di esse si battono contro l'indifferenza del governo, cercando di conquistare più diritti e un migliore stile di vita.
Una maniera per raggiungere questi obiettivi è quella di favorire una circolazione di massa di giornali e di petizioni che reclamano l'uguaglianza del gentil sesso con gli uomini nel campo familiare, economico e politico.(20)
Così tra il 1789 e il 1791 in Francia sono state pubblicati più di trenta opuscoli di carattere femminista.(21)
Questi giornali possono essere distinti in quattro categorie:(22)

Nonostante la consapevolezza della propria emarginazione, molte tra il gentil sesso, spinte dall'entusiasmo patriottico, sostengono le rivolte dei loro compagni, partecipando attivamente ai movimenti insurrezionali. Ad esempio il 14 luglio del 1789 esse hanno combattuto, accanto ai loro mariti, per la presa della Bastiglia, armandosi e vestendosi con abiti maschili.(25)
Durante la crisi economica prendono anche iniziative di rivolta: infatti la mattina del 5 ottobre del 1789 quattromila donne si riuniscono ai Champs-Elysées e, scortate da cinquecento soldati, si dirigono all'Assemblea Nazionale in segno di protesta.(26)
Tuttavia la figura delle amazzoni suscita delle reazioni negative nell'immaginario collettivo, soprattutto tra gli uomini che hanno paura delle azioni militanti delle donne.(27)

C. CLUBS DESTINATE ALLE DONNE

Il discorso politico femminile è favorito anche attraverso l'instaurazione di club destinati a loro, apparsi tra il 1790 e 1791, come la Société des Amis de la loi, fondata da Théroigne de Méricourt e la Société patriotique et de bienfaisance des Amies de la Vérité, fondata da Etta Palm d'Aelders.(28) Queste due rivoluzionarie hanno contribuito alla lotta sulla parità dei sessi, proponendo delle iniziative sull'istruzione e sul miglioramento delle condizioni di vita delle donne.(29)
Le attività di questi club si basano soprattutto sull'organizzazione di manifestazioni pubbliche e su incarichi tradizionalmente femminili, come l'educazione morale e civica dei giovani, l'istruzione pubblica, l'edizione di manuali educativi, l'assistenza ai malati ed ai prigionieri.(30)
Nello stesso periodo si formano anche le prime società fraterne, come la Société fraternelle de patriotes de l'un et de l'autre sexe, alle quali è ammesso il gentil sesso. Infatti fino al 1790 la presenza femminile era tollerata solo da alcuni club, come quello dei Giacobini e dei Cordiglieri, anche se non potevano avere il diritto al voto consultivo.(31)
La creazione di queste società coincide però con l'inizio delle campagne antifemministe, guidate da giornali realisti come gli Actes des Apôtres e la Chronique scandaleuse e da quelli di tendenza giacobina come Les Révolutions de Paris.(32) Il redattore di quest'ultimo, infatti, aprendo un corriere per le lettrici, cerca di dimostrare la loro inferiorità attraverso le sue risposte alle loro lamentele sulla Rivoluzione.(33)

D. ALCUNI DIFENSORI DELLE DONNE

Alcune idee di emancipazione femminile sono filtrate in Francia anche grazie alla pubblicazione di opere provenienti da altri paesi, come quella scritta nel 1790 dalla britannica Mary Wollstonecraft, il cui titolo è A Vindication of the Rights of Women, un manifesto che rivendica appunto i diritti delle donne. Nello stesso periodo appare un altro trattato del medesimo filone, Essai sur l'amélioration du sort de la femme quant au droit de cité, di cui l'autrice è la tedesca Théodore Van Hippel.(34)
Anche in Francia vi erano dei difensori del gentil sesso: ad esempio François Boissel, nella sua opera scritta nel 1789 Catéchisme du genre humain, propone di sopprimere tutti i fattori tirannici che impediscono alle donne di godere della propria libertà. Il montagnardo Pierre Guyomar accorda loro, invece, l'elettorato ma le esclude dall'elezione e dall'ammissione ad alcune funzioni pubbliche. Mentre Chabot, oltre ad essere favorevole al loro diritto di coprire incarichi inerenti alla magistratura ed a compiti di giurato, ritiene importante e giusta l'uguaglianza nel matrimonio.(35)
Un altro uomo che ha lottato per la conquista dei diritti delle donne è senza dubbio Jean-Antoine-Nicolas Caritat, marchese de Condorcet, il quale pubblica numerosi testi già prima dell'inizio della Rivoluzione, come le Lettres d'un bourgeois de New Hawen à un citoyen de Virginie del 1787 e l'Essai sur la constitution et la fonction des assemblées provinciales del 1788.(36)
L'articolo Sur l'admission des femmes au droit de cité, apparso nel Journal de la société de 1789 il 3 luglio del 1790, è consacrato unicamente alla questione femminile. Condorcet condanna la disuguaglianza fra i sessi e le leggi oppressive che gli uomini hanno emanato contro le donne. Anche quest'ultime, secondo l'autore, sono per natura esseri ragionevoli e, per questo motivo, hanno il diritto di partecipare alla vita politica, con la possibilità quindi di votare e proporre delle iniziative. Inoltre considera ingiusto il sistema educativo che limita il gentil sesso, mettendolo in una posizione inferiore rispetto a quella dell'uomo.(37)
Sebbene dia speranza alle donne per l'ottenimento delle loro rivendicazioni, Condorcet propone in questo articolo il diritto di voto solo alle proprietarie, limitando perciò il loro ingresso alla vita pubblica.(38)

Se è difficile sapere se Olympe de Gouges abbia conosciuto le opere femministe che circolavano in Francia, in particolare gli scritti di Mary Wollstonecraft e di Théodore Van Hippel, è però molto probabile che lei abbia frequentato il salotto parigino dei due coniugi Condorcet.(39) Esso è uno dei più importanti luoghi di scambio culturale di quell'epoca, che ha accolto personaggi di grande spessore anche provenienti da altri Paesi, come l'uomo di Stato americano Thomas Jefferson, l'economista inglese Adam Smith, l'uomo di lettere divenuto cittadino francese David Williams.(40)
Infatti, durante tutto il XVIII secolo, i salotti delle dame rappresentano il centro della vita sociale e dell'attività intellettuale della Francia.(41) In questi ritrovi sono invitati uomini facoltosi appartenenti alla nobiltà ed alla borghesia, che trattano argomenti artistici, come la letteratura, il teatro e l'arte, e scientifici, come l'astronomia, la fisica e la medicina. Tuttavia, a metà secolo, il loro interesse si orienta su tematiche filosofiche e politiche, permettendo ad esempio delle riforme d'ordine fiscale, economico e giudiziario.(42)

III. SECONDA PARTE :

A. OLYMPE DE GOUGES : AUTRICE DELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA, OPERA DESTINATA A TUTTE LE DONNE

Gli articoli della Déclaration des Droits de la Femme et de la Citoyenne proclamano il riconoscimento del gentil sesso, in qualità di cittadine, attraverso la rivendicazione dei diritti civici, destinati unicamente ai cittadini attivi.
I diciassette articoli possono essere strutturati in due parti: i diritti delle donne e degli uomini, e i diritti della nazione. I primi, costituiti da dieci articoli, trattano argomenti inerenti alla libertà, all'uguaglianza e alla proprietà di ciascuna persona; i secondi, che comprendono i sette articoli restanti, sviluppano tematiche concernenti la sovranità nazionale, il diritto di partecipazione all'organizzazione dei servizi pubblici, il diritto di rappresentanza e il principio della divisione delle forze governative.(43)

1) I DIRITTI DELLE DONNE E DEGLI UOMINI

Gli articoli che delineano gli aspetti principali dei diritti delle donne e degli uomini all'interno di una nazione sono dieci:(44)

2) I DIRITTI DELLE CITTADINE E DEI CITTADINI

I sette articoli restanti trattano gli argomenti centrali dei diritti della nazione sulle donne e sugli uomini:(48)

3) IL DIRITTO PRIVATO

L'opera Déclaration des Droits de la Femme et de la Citoyenne sviluppa due visioni correlate tra di loro:(54)

Il Manifesto d'Olympe de Gouges tratta alcune problematiche in campo politico e sociale della Costituente, come la situazione delle donne nel diritto privato e le discriminazioni nei confronti delle persone di colore.

Il matrimonio è un contratto civile

Il 3 settembre del 1791, l'Assemblea Costituente stabilisce che il matrimonio è un contratto civile.(55) Infatti la Costituzione, più precisamente il suo articolo 7 del Titolo II, dichiara che "la loi ne considère le mariage que comme un contrat civil".(56) Di conseguenza, a partire da questo momento, il vincolo coniugale risulta essere un atto civile di consentimento registrato da un ufficio municipale, piuttosto che uno dei sacramenti previsti dalla religione cattolica.
Se il matrimonio è un contratto civile, ciò implica che le parti contraenti, l'uomo e la donna, sono civilmente uguali e che la natura di questo patto prevede degli obblighi da riempire per entrambi i soggetti. Nel caso in cui non si rispettassero le condizioni richieste, il matrimonio può essere denunciato dagli sposi.
Evidentemente, questa nuova visione di legame coniugale si separa da quella religiosa, che stabilisce delle clausole non previste dall'atto stesso, a scapito della coppia. Infatti, la Chiesa ritiene che il matrimonio abbia uno scopo strettamente legato alla procreazione, e non alla felicità dei rispettivi coniugi.(57)
Senza dubbio, la nuova legge determina uno dei primi passi verso la secolarizzazione tra lo Stato e la Chiesa, se si considera che quest'ultima aveva il compito di tenere lo stato civile di ciascun individuo, in quanto tutti gli avvenimenti familiari, come la nascita, il matrimonio e il decesso, dovevano obbligatoriamente passare da essa.(58)
Oltre a questa conseguenza diretta, la laicizzazione del matrimonio provoca l'abolizione di costrizioni e di divieti stabiliti dalla Chiesa: ad esempio, la fine della proibizione dello sposalizio durante i periodi non concessi alla cerimonia, in particolare la Quaresima; oppure il rifiuto di convolare a nozze per i cugini.
Inoltre la legislazione reprime l'autorità paterna che imponeva la scelta dei rispettivi coniugi.(59) Infatti il padre, prima dell'istituzione di questa nuova legge, godeva di ogni potere sui suoi figli fino alla loro maggiore età, che per i ragazzi si raggiungeva a trent'anni, e per le ragazze a venticinque. In caso di un'eventuale violazione dell'imposizione paterna, si perveniva a gravi conseguenze giudiziarie, come l'annullamento del matrimonio non acconsentito, la privazione dell'eredità e, addirittura, la condanna alla pena di morte.(60)

Il divorzio

Il 20 settembre del 1792, l'Assemblea Legislativa istituisce il divorzio. Una possibile ragione per la quale la sua proclamazione avviene solo in seguito alla laicizzazione del matrimonio, va ricercata nei deputati dei rispettivi Governi. Infatti, i membri della Legislativa sono più aperti alle idee dei Lumi e, contemporaneamente, più indifferenti in materia religiosa rispetto ai redattori dei Cahiers de Doléances del 1789.(61)
I dibattiti dei mesi che precedono l'instaurazione di questa legge ruotano attorno al tema della religione. Gli argomenti più frequenti degli oppositori, sostenuti dalla Chiesa e dai suoi devoti, sono soprattutto inerenti al valore del matrimonio, considerato teologicamente un sacramento, alla diffamazione pubblica dei coniugi ed al diritto alla propria intimità di fronte ai tribunali.(62)
Tuttavia alcune coppie si erano già separate proprio al momento dell'introduzione del matrimonio civile, con il registro confermato nei rispettivi comuni. Di conseguenza, nonostante non si fosse ancora instaurato, il divorzio incominciava ad essere accettato e messo in atto dal popolo francese, indipendentemente dal consenso religioso.(63)
Questa situazione facilita e velocizza la decisione definitiva della Legislativa che stabilisce una simmetria tra la procedura del matrimonio e quella del divorzio, tramite la presenza di un ufficiale pubblico.(64)
L'istaurazione del divorzio si verifica secondo due forme giuridiche:(65)

Il divorzio contrattuale porta con sé una totale fiducia verso l'individuo, in particolare verso le donne, in quanto viene loro riconosciuta la capacità di giudicare il matrimonio con la stessa indipendenza dello sposo.(66)

La nuova legge diffonde un grande entusiasmo tra coloro che vogliono divorziare, in particolare tra le donne appartenenti alla piccola borghesia e residenti nelle zone urbane, mentre l'alta borghesia e la nobiltà risultano ancora esitanti.(67)
Allo stesso tempo anche i Giacobini si mostrano soddisfatti, ritenendo la legislazione fondata proprio sul principio della libertà individuale.(68)
Tuttavia la separazione coniugale penalizza ancora una volta il gentil sesso. Un esempio è quello della motivazione per l'abbandono da parte del marito del domicilio per almeno due anni: infatti la moglie dovrà affrontare, per tutto quel tempo, molte difficoltà finanziarie, soprattutto se non dispone di propri beni o di un titolo professionale.
Un'altra situazione che risulta a svantaggio delle donne è la custodia dei bambini: essa è destinata alla madre fino a sette anni, indipendentemente dai torti, in seguito la legge decreta che i figli di sesso maschile debbano essere dati al padre.(69)

B. OLYMPE DE GOUGES : ESEMPIO DI CONTRASTO CON LA MENTALITA' DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

1) RAPPORTO TRA LOTTA DI CLASSE E CAUSA FEMMINILE

Il movimento popolare dei primi tre anni della Rivoluzione è costituito da diversi componenti, definiti secondo un criterio d'ordine sociale, politico ed economico. Le donne interagiscono in questo movimento in modo da esserne parte integrante. Tuttavia l'azione femminile non è omogenea e quindi viene distinta in tre gruppi specifici: le militanti marcanti, le militanti di base e le masse popolari femminili.(70)
Le militanti marcanti differiscono dalle altre soprattutto per la loro solida cultura politica e per la loro frequente partecipazione alle Assemblee rivoluzionarie. Esse sono la componente minore del movimento, a tal punto da non risultare un gruppo compatto, ma piuttosto un insieme di singole figure femminili che contribuiscono all'azione politica.
Le militanti di base intervengono nella Rivoluzione nelle strade, insieme agli altri patrioti. Esse non vengono distinte dal loro sesso, bensì dalla loro partecipazione insurrezionale.
Un considerevole numero di donne del popolo combatte non tanto in nome della causa femminile, quanto piuttosto per altri motivi: infatti, si unisce ai militanti soprattutto per raggiungere traguardi più pratici, legati alla sopravvivenza.(71)

Evidentemente Olympe de Gouges appartiene al gruppo delle militanti marcanti del movimento popolare dei primi anni della Rivoluzione, lottando in effetti contro la tirannia di un governo che legittima la discriminazione della maggior parte dei componenti sociali, come lo sono le donne e le persone di colore.
Il discorso politico della scrittrice risiede, in particolare, sulla nozione di reciprocità tra l'uomo e la donna nello stabilire il bene collettivo. Seguendo il suo ragionamento, quando un corpo sociale è oppresso, quindi privato dei diritti naturali e sottomesso a una dipendenza di un terzo, tutti gli altri lo sono anche. Di conseguenza, un popolo può definirsi libero al momento in cui ciascuno dei suoi componenti usufruisce di questo diritto.(72)
Tuttavia l'errore di Olympe de Gouges consiste nel non aver capito che i principi della Rivoluzione ruotano essenzialmente intorno alla volontà dei componenti del Terzo Stato di annientare il sistema che legittima l'esistenza degli Ordini privilegiati. La scrittrice confonde la lotta di classe con quella dei sessi: gli obiettivi della causa femminile si basano sull'affermazione di ugualianza tra uomo e donna in materia politica e sociale. Nella Déclaration des Droits de la Femme et de la Citoyenne, l'autrice non critica l'organizzazione governativa della prima Assemblea Nazionale, caratterizzata dall'instaurazione del suffragio censitario, che determina la distinzione tra cittadini attivo e passivo. De Gouges condanna, in effetti, la posizione assunta dalla Costituente e, in seguito, dalla Legislativa e dalla Convenzione nei confronti del gentil sesso.

Durante i primi anni della Rivoluzione, il governo accetta le organizzazioni di club femminili o fraterni. Nelle Sociétés Fraternelles des Deux Sexes, ad esempio, si riuniscono gli esclusi dalla vita politica, come i cittadini passivi e le donne, per discutere della loro situazione.
I club femminili delle province, invece, propongono delle attività tradizionalmente destinate al gentil sesso, come l'educazione morale e civica dei giovani, le edizioni di manuali istruttivi, l'assistenza ai malati ed ai prigionieri, interessandosi di meno al ruolo politico delle donne in qualità di cittadine.(73)
In realtà, il significato del termine "citoyenne" appare molto ambiguo: se gli appartenenti dei gruppi militanti femminili lo definiscono in relazione al diritto pubblico, assegnandogli quindi il potere giuridico di contribuire nella designazione di un governo mediante il loro contributo di voto o di rappresentanza politica, la maggior parte degli uomini della Rivoluzione e, non solo, lo collegano alla mentalità dell'epoca, che separa la sfera pubblica, destinata agli uomini, da quella privata, riservata alle donne. Le motivazioni di questa ripartizione sessuale risiedono sui discorsi maschili, che analizzano la natura femminile. Infatti, la funzione principale attribuita al gentil sesso si ricollega alla sua fisiologia che le assegna innanzitutto il compito di essere una buona madre e un'affettuosa moglie. Di conseguenza, le donne si rendono utili alla Rivoluzione solo se si assumono questi due principali incarichi: ossia che all'interno delle proprie abitazioni, esse confortino i loro mariti e allevino i loro figli, seguendo i principi patriottici.(74)
Le rivendicazioni da parte delle donne sulla loro partecipazione nella sfera pubblica, come ad esempio la loro volontà di contribuire alle decisioni politiche, di potere essere assunte presso tutti gli impeghi o, addirittura, di prendere parte alla guerra contro gli austriaci arruolandosi come soldato, si oppongono evidentemente all'immagine e al ruolo sociale che gli uomini le hanno attribuito.
Dalla figura procreatrice del gentil sesso si passa a quella distruttrice, riallacciandosi al mito giudeo-cristiano malefico di Eva, che è completamente in antitesi al benessere del genere umano. I giudizi negativi nei confronti delle militanti sono fondati sul pericolo politico della Francia. La lotta dei sessi, infatti, appare un ulteriore elemento di discordia all'interno del governo, che deve già prestare tutte le sue forze e impegno verso i movimenti contro-rivoluzionari dell'aristocrazia e del clero.(75)

Segregate nelle proprie case, le donne non possono quindi partecipare alla vita politica, però godono del diritto di essere condannabili per gli eventuali crimini commessi, in quanto appartenenti al corpo sociale.(76) La loro frustrazione aumenta proprio con la proclamazione del suffragio universale, stabilita grazie anche al loro contributo durante l'insurrezione del 10 agosto del 1792, che non conferisce loro tuttavia alcun nuovo diritto.(77)

La Dichiarazione della patria in pericolo nel luglio del 1792 risveglia la speranza femminile, in merito al loro destino politico. Esse approfittano di questa occasione per riunirsi in associazioni come il Club des Citoyennes Républicaines, per dimostrare la loro dedizione alla Repubblica, combattendo contro tutti gli attacchi anti-rivoluzionari.(78)
Tuttavia questo nuovo slancio delle militanti viene ben presto raffreddato proprio al momento dell'ascesa al potere della Montagna, avvenuto dopo il colpo di Stato del 2 giugno del 1793. Il governo montagnardo non prevede nessuna conquista democratica, soprattutto in favore del gentil sesso, nonostante la sua Costituzione confermi il suffragio universale. Inoltre il governo rivoluzionario, caratterizzato dal principio di difesa contro i suoi nemici, considera i club femminili degli elememti pericolosi da sopprimere al più presto.
Il decreto del 20 ottobre del 1793 non lascia nessun spazio alle rivendicazioni egalitarie delle militanti, che non possono più riunirsi e che non vengono così abbandonate al loro destino di recluse nei confronti della vita pubblica.(79)

IV. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Olympe de Gouges non esita a combattere in nome dei diritti civili conferiti a tutte le persone, senza differenza di sesso, neanche dopo il colpo di Stato del 2 giugno del 1793, momento in cui si instaura un clima di Terrore, caratterizzato dalla soppressione di ogni forma di libertà.
Questo suo forte temperamento, tuttavia, non la risparmierà dall'essere arrestata e infine condannata a morte il 3 novembre del 1793. Olympe de Gouges riceverà la pena capitale proposta da lei stessa nell'articolo X della sua celebre Dichiarazione: "Nul ne doit être inquiété pour ses opinions mêmes fondamentales, la femme a le droit de monter sur l'échafaud; elle doit avoir également celui de monter à la Tribune; pourvu que ses manifestations ne troublent pas l'ordre public établi par la loi".(80)

Olympe de Gouges vive per i suoi ideali e muore per i suoi ideali. Quante donne, come Olympe de Gouges, proprio per il coraggio di voler esprimere una propria opinione, differente dal contesto sociale e politico in cui hanno vissuto, sono state condannate a un destino così ingiusto?

V. BIBLIOGRAFIA

A. Opere specializzate su Olympe de Gouges

B. Opere consultate per l'analisi della Déclaration des Droits de la Femme et de la Citoyenne del 1791 di Olympe de Gouges

Note
  1. GOUGES, Olympe de : Ecrits politiques 1788-1791 ; préf. d'Olivier Blanc, pp. 29-30.
  2. COURTINE, Jean-François : Filosofia del Tempo, p.175.
  3. A.A.V.V.: Cahiers de doléances. Donne e Rivoluzione francese; introd. di Paule-Marie Duhet, p. 5.
    I Cahiers femminili pervenuti provengono soprattutto dalle comunità religiose o dalle comunità di negozianti. Ibidem, p. 8.
  4. PIETTRE A., Monique: La condition féminine à travers les âges, pp. 237-238.
  5. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Histoire du féminisme français du moyen âge à nos jours, p. 183.
    E' importante ricordare che le giornate rivoluzionarie, in cui la popolazione si scontra contro il sistema governativo, sono essenzialmente dovute a ragioni economiche come la disoccupazione, la salita dei prezzi, la carestia. SEE, Henri: L'évolution de la Pensée politique en France au XVIIIe siècle, p. 364.
  6. SEE, Henri: L'évolution de la Pensée politique en France au XVIIIe siècle, pp. 363-364.
    Le idee rivoluzionarie sono state elaborate da persone appartenenti alla borhesia, seguendo il pensiero di J.J.Rousseau, il filosofo più letto da questa classe. Ibidem, pp. 362-363.
  7. Ibidem, pp. 361-363.
  8. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 223.
  9. Ibidem, p. 224.
  10. Ibidem, p. 178.
    L'ordine di Luigi XV a proposito delle costruzioni delle scuole: "Voulons qu'on établisse maîtres et maîtresses dans htoutes les paroisses où il n'y en a point". Ibidem, p. 178.
  11. Ibidem, p. 223.
    Alcuni sondaggi effettuati nelle province dimostrano le poche costruzioni di scuole femminili rispetto a quelle maschili. Ad esempio nella diocesi d'Avranches nel 1790, centoquindici parrocchie sono costituite da scuole per ragazzi, mentre solo settantasei per ragazze. Ibidem, p. 178.
  12. DUBY, Geores; PERROT Michelle: Storia delle donne in Occidente. Dal Rinascimento all'età moderna, p. 128.
  13. Ibidem, p. 153.
  14. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 223.
  15. Ibidem, p. 223.
    Ecco un estratto dell'editto: "Il est décidé que toute femme qui se trouvera dûment atteinte et convaicue d'avoir celé et occulté, tant sa grossesse que son enfantement sans avoir déclaré l'un ou l'autre (...) soit telle femme tenue et réputée d'avoir homicidé son enfant, et pour réparation punie de mort et dernier supplice". Ibidem, p. 73.
  16. MICHELET, Jules: Le donne della Rivoluzione, p. VI.
  17. RABAUT, Jean: Histoire des féminismes français, p. 39
    Vi erano differenti tipi di sistemi contraccettivi: il preservativo, fatto d'intestino di montone; una sorta di diaframma; e dei preservativi liquidi. Tuttavia la pratica del coito interrotto era sempre quella più diffusa. Ibidem, p. 40.
  18. DUBY, Georges; PERROT Michelle: Storia delle donne in Occidente. Dal Rinascimento all'età moderna, pp. 17-21 e pp. 24-28.
    E' interessante costatare che in generale la resistenza verso le donne nella produzione regolata dalle corporazioni era presente soprattutto da parte dei lavoratori piuttosto che dai padroni. Ibidem, p. 27.
  19. RABAUT, Jean: Op. Cit., p. 55.
  20. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 230.
    Tuttavia dal 1791 la stampa femminista scompare a causa dei divieti stabiliti dal governo per frenare questa diffusione di idee. Ibidem, p. 230
  21. Ibidem, p. 224.
    Durante gli ultimi anni dell'Ancien Régime, numerosi giornali erano indirizzati al gentil sesso. Ad esempio il Journal des Dames (1759-1779), il Cabinet des Modes (1785-1786), il Magasin des Modes Nouvelles (1786-1789). Tuttavia erano tutte riviste che non si occupavano di politica, bensì di argomenti più leggeri come la moda, la cronaca letteraria, consigli di educazione, ecc. Ibidem, p. 231.
  22. Ibidem, p. 231.
  23. MICHELET, Jules: Op. Cit., p. 43.
  24. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 232.
  25. Ibidem, p. 227.
  26. Ibidem, p. 227.
  27. Ibidem, p. 227.
  28. MICHELET, Jules: Op. Cit., pp. 64, 197, 199.
    I riferimenti di questi club sono il risultato di accenni casuali apparsi sui giornali dell'epoca. Di conseguenza si conosce poco la storia delle società femminili. Ibidem, p. 64.
  29. Ibidem, pp. 68-73 e pp. 43-44.
  30. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 233.
  31. MICHELET, Jules: Op. Cit., pp. 44, 199.
  32. Ibidem, p. 199.
  33. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 222.
  34. GOUGES, Olympe de: Oeuvres; présenté par Benoîte Groult, p. 36.
  35. RABAUT, Jean: Op. Cit., pp. 69-71.
  36. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., pp. 216-217.
  37. Ibidem, pp. 216-217.
  38. RABAUT, Jean: Op. Cit., p. 70.
  39. RATSABY, Michele: Olympe de Gouges et le Théâtre de la Révolution française, p. 141.
    Infatti le autrici Mary Wollstonecraft e di Théodore Van Hippel che difendono la causa femminile non appaiono in nessuna delle opere politiche di Olympe de Gouges. Ibidem, p. 141.
  40. BADINTER, Elisabeth; BADINTER, Robert: Condorcet. Un intellectuel en politique, p. 217.
  41. GLOTZ, Marguerite; MAIRE, Madeleine: Salons du XVIIIe siècle, pp. 11- 58.
    Attraverso gli scritti del filosofo e matematico D'Alembert, che descrive le riunioni tenutesi da Mme de Lambert, si può capire il ruolo di questi salotti letterari: " Cette femme réunissait chez elle la société la plus choisie des gens de lettres et des gens du monde. Les uns y portaient le savoir et les lumières, les autres cette politesse et cette urbanité que le mérite même a besoin d'acquérir, s'il veut obtenir l'affection en forçant l'estime. Les gens du monde sortaient de chez elle plus éclairés, les gens de lettres plus aimables ". SEE, Henri: Op. Cit., p. 345.
  42. GLOTZ, Marguerite; MAIRE, Madeleine: Op. Cit., pp. 11- 58.
    I salotti più celebri del XVIII secolo sono stati quelli di Mme de Condorcet, Mme du Deffand, Mme Geoffrin, Mme Necker, Mme de Staël, Mme de Tencin e Mlle de Lespinasse. Ibidem, pp. 15-16.
  43. A.A.V.V.: La Déclaration des droits de l'homme et du citoyen de 1789, p. 204.
  44. GOUGES, Olympe de: Op. Cit. ; préf. d'Olivier Blanc, pp. 207-208.
  45. MARAND-FOUQUET, Cathérine: La Femme au temps de la Révolution, p. 207.
  46. La Costituzione del 1791 impedisce l'arresto e la detenzione arbitrari, introducendo anche l'abolizione delle torture. La garanzia della persona è legata al sistema giudiziario. In campo penale, i delitti sono giudicati da un tribunale di polizia ordinaria poi, nel distretto, da un tribunale di polizia correzionale, mentre il giudizio sulle cause più gravi spetta al tribunale penale dipartimentale. VOVELLE, Michel: La Francia rivoluzionaria. La caduta della monarchia 1787-1792, p. 195 e p. 205.
  47. La proprietà viene considerata dai Costituenti una delle più preziose forme di libertà, in quanto la persona può disporre dei propri beni in maniera autonoma. VOVELLE, Michel: Op. Cit., p. 197.
  48. GOUGES, Olympe de: Op. Cit. ; préf. d'Olivier Blanc, p. 207-208.
  49. La Costituzione del 1791 introduce un nuovo principio, quale l'affermazione della sovranità nazionale, che si contrappone alla Monarchia. Infatti dall'ottobre del 1789, l'autorità di Luigi XVI è subordinata alle leggi stabilite dall'Assemblea Nazionale e, di conseguenza, il sovrano deve prestare giuramento all'Atto costituzionale. VOVELLE, Michel: Op.Cit., p. 192 e p. 200.
  50. La Costituzione del 1791 distingue i cittadini attivi da quelli passivi. VOVELLE, Michel: Op.Cit., p. 197.
  51. E' interessante constatare che Rousseau distingue nettamente la volontà indirizzata al bene comune con la volontà di tutti, che rappresenta la somma di volontà specifiche miranti soltanto a interessi individuali. BADALONI, Nicola; POMPEO FARACOVI, Ornella: Op. Cit., p. 502.
  52. Tra il novembre de 1790 e il marzo del 1791, la Costituente stabilisce le nuove strutture di contributi. L'imposta fondamentale è la contribuzione fondiaria, seguita da quella mobiliare e, infine, dalla tassa specifica sui redditi di commercio e dell'industria. VOVELLE, Michel: Op.Cit., p. 207.
  53. Secondo Montesquieu, la separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario garantisce l'equilibrio delle potenze che coincide con la salvaguardia della libertà. MONTESQUIEU, Charles-Louis de Secondat de: De l'Esprit des Lois; texte établi et présenté par Jean Brethe de la Gressaye, pp. 140-170.
  54. A.A.V.V.: Les Constitutions de la France depuis 1789; présentation par Jacques Godechot, p. 26.
  55. ROSA, Annette: Op. Cit., p. 122.
    L'instaurazione di questa legge, in cui si dichiara che il matrimonio è un contratto civile, è il risultato della concezione filosofica-giuridica e filosofica-politica del contrattualismo moderno che ritiene che l'origine dello Stato consista nell'accordo fra gli uomini, escludendo motivi divini o naturali. BADALONI, Nicola, POMPEO FARACOVI, Ornella: Op. Cit., p. 498 e DUBY, PERROT: Op. Cit., p. 332.
  56. A.A.V.V.: Les Constitutions de la France depuis 1789; présentation par Jacques Godechot, p. 38.
  57. ROSA, Annette: Op. Cit., p. 247.
  58. A.A.V.V.: La Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen de 1789, p. 220.
  59. Ibidem, p. 123.
    La legge del 20 settembre del 1792, inerente allo stato civile, unifica la maggiore età per entrambi i sessi a ventun anni. Il consentimento dei genitori al matrimonio persiste fino al compimento dell'età adulta dei due giovani. Ibidem, p. 224.
  60. Ibidem, p. 219.
  61. ROSA, Annette: Op. Cit., pp. 123-124.
  62. Ibidem, p. 125.
  63. Ibidem, pp. 125-126.
  64. Ibidem, p. 247.
  65. Ibidem, p. 247.
  66. Ibidem, p. 248.
    Il divorzio verrà tuttavia abolito nel 1816 dalla Restaurazione. Nel 1884, la Terza Repubblica ristabilisce la separazione coniugale, escludendo però la sua forma contrattuale, che promuoveva l'ugualianza dei sessi. Quest'ultima sarà di nuovo istituita solo nel 1975. Ibidem, p. 248.
  67. A.A.V.V.: La Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen de 1789, p. 223.
    E' importante precisare che la considerevole crescita del numero di divorzi avviene solo tra 1793 e 1795, ed è dovuta alla legalizzazione delle vecchie rotture coniugali dell'Ancien Régime, come la situazione delle donne abbandonate da più di dieci anni, oppure la dimostrazione della sposa d'essere maltrattata dal marito. ROSA, Annette: Op. Cit., p.131.
  68. A.A.V.V.: La Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen de 1789, p. 223.
  69. DUHET, Paule-Marie: Op. Cit., pp. 174-175.
  70. GODINEAU, Dominique: Citoyennes tricoteuses. Les femmes du peuple à Paris pendant la Révolution française, pp. 122-123.
    Il termine militante viene riservato alle donne che hanno assunto un interesse o, addiritura, una pratica assidua in ramo politico. Ibidem, p. 123.
  71. Ibidem, pp. 123-124.
  72. Ibidem, pp.282-283.
  73. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., pp. 232-233.
  74. GODINEAU, Dominique: Op. Cit., pp. 263-265.
  75. Ibidem, pp. 265-268.
  76. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 235.
  77. GODINEAU, Dominique: Op. Cit., p. 122.
  78. ALBISTUR, Maïté; ARMOGATHE, Daniel: Op. Cit., p. 234.
  79. Ibidem, pp. 234-235.
  80. GOUGES, Olympe de: Ecrits Politiques 1788-1791; préf. d'Olivier Blanc, p. 208.