Indice studi e ricerche online AARDT
di Franca Cleis
scrittrice e ricercatrice della scrittura femminile nella Svizzera
italiana
estratti da L'Amica di casa (1855), trattato di economia domestica, che svolse un ruolo importante nello sviluppo socioeconomico del cantone Ticino.
"Non sono
solamente i selvaggi che hanno bisogno di apostoli zelanti che
loro insegnino a bene coltivare le terre e a migliorare le industrie;
molti paesi anche fra noi avrebbero bisogno di apostoli della
scienza e del progresso, che in nome di quel filantropico motto
"Uno per tutti, tutto per uno" si adoperassero ad accrescere
il benessere dei concittadini, e quindi il decoro della Patria".
"Riguardata superficialmente, la Domestica Economia sembra oggetto di lieve considerazione, mentre in generale le si attribuiscono soltanto le faccende casalinghe: ma il suo vero scopo è quello di far regnare nella casa l'ordine, l'abbondanza e la salute. Sotto questo triplice aspetto essa esercita una grandissima influenza sulle facoltà morali degli individui, e quindi, benché indirettamente, anche sulla politica".
"L'aria è un fluido trasparente ed elastico che circonda il nostro globo e che dicesi atmosfera: da vicino sembra priva di colore, pure è dessa che forma quella volta azzurra che noi chiamiamo cielo... L'aria è composta di circa quattro quinti di azoto, detto anche nitrogeno, un quinto di ossigeno e qualche traccia di altri gaz..."
"Valgano queste brevissime nozioni di scienza tanto vaste quanto interessanti ed utili, a suscitare in noi il desiderio del vero sapere, e l'amore per lo studio di questa bella, svariatissima e maestosa natura che ne circonda e nella quale, pur troppo, si vive ignari od indifferenti, siccome i pesci nell'acqua".
"...in quest'opera non troverete eleganza di stile, avendola io principalmente scritta per le fanciulle del popolo"
Sulle tavole dei ticinesi, la polenta gialla, nei primi decenni
dell'Ottocento, è una novità quasi come il nuovo
cantone, e la coltivazione del mais si sta diffondendo piuttosto
lentamente, così come la scuola pubblica. Nel Ticino, segnato
da ondate di carestia, l'alimentazione è scarsa e poco
variata, la situazione sanitaria è disastrata: quasi non
esistono fogne, rari sono gli acquedotti. Epidemie di tifo, di
colera, di vaiolo imperversano periodicamente. Il cretinismo è
abbastanza diffuso e la popolazione continua ad essere per lo
più priva di assistenza medica (le condotte mediche verranno
istituite con la legge dell'8 giugno 1845).
Nascono in questo contesto le società filantropiche che
si propongono, in pieno spirito positivista, di educare il popolo
in fatto di igiene, razionalizzazione dell'agricoltura e delle
risorse, alfabetizzazione e conduzione di vita.
Nel 1829 viene fondata la sezione ticinese della Società
svizzera di utilità pubblica, che ha lo scopo di "soccorrere
i poveri, facilitare l'educazione, estendere l'industria".
In un'assemblea del 1832 i membri della Società discutono
dei progetti concreti di cui vorrebbero farsi promotori: Stefano
Franscini propone la fondazione di una Cassa di risparmio, istituzione
"puramente filantropica"; Giovan Battista Pioda
la creazione di una cassa cantonale di assicurazione contro gli
incendi; mentre Bernardo Vanoni, segnalando la situazione dei
contadini "itterici e perpetuamente febbricitanti, avviliti
e miseri, e vedendone le cause nell'ignoranza in agricoltura col
rifiuto dei nuovi mezzi meccanici, idraulici e chimici",
auspicava che nelle scuole maggiori fosse introdotta un'istruzione
applicata all'agricoltura. L'avvocato Giovanni Reali, occupandosi
di selvicoltura, puntava il dito "sull'influenza deleteria
per il clima provocata dagli sconsiderati tagli dei boschi alienati
dagli enti pubblici per soddisfare l'ingordigia dello speculatore
privato". Venne auspicata inoltre l'istituzione di tre
biblioteche pubbliche oppure di una circolante, e di una biblioteca
scientifica della Società. Un fermento di idee e di iniziative
a scopo sociale, che si scontrarono negli anni seguenti con divisioni
interne, brighe e passioni politiche contrastanti, che ne rallenteranno
l'attività e lo sviluppo, tanto da far affermare dal Franscini
nel 1837 "dobbiamo non poco arrossire della poca nostra
operosità da qualche anno in poi".
"Dire che il Popolo non ha bisogno d'istruzione
è una bestemmia" (1841).
"Istruire le masse è allontanare il pauperismo
e il delitto" (1844).
Queste due massime figurano sul frontespizio dell'Almanacco
del Popolo Ticinese, pubblicato a cura della nuova Società
degli amici dell'educazione del popolo, altra associazione liberale
con intenti filantropici, fondata nel 1837 dallo stesso Stefano
Franscini, sulle ceneri di quel che restava della Società
di Utilità pubblica, nella quale confluì. Questo
Almanacco nasceva nel tentativo di rompere l'abitudine
della popolazione, che si stava largamente alfabetizzando, alla
lettura di almanacchi tradizionali intrisi di pratiche magiche
e di superstizione, e di offrire invece seguendo il pensiero positivista,
notizie pratiche ma scientificamente aggiornate, relative all'agricoltura,
all'industria e al commercio, nonché nozioni di economia
domestica e di igiene, di storia e di geografia, novelle morali,
lezioni di "civiltà" e articoli che combattessero
credenze e pregiudizi popolari, molto diffusi. La Società
degli amici dell'educazione del popolo, presto conosciuta anche
come Demopedeutica, conobbe un grande sviluppo e si radicò
bene sul territorio cantonale, creando sezioni nei diversi circondari
scolastici, promuovendo visite alle scuole, assegnazione di libri
di premio, esame dei nuovi libri di testo, inchieste statistiche,
e cercò di sensibilizzare il governo su oggetti di interesse
pubblico. Oltre all'Almanacco del Popolo Ticinese, questa
Società iniziò a pubblicare nel 1855 il bollettino
L'Educatore della Svizzera italiana, che ebbe larga diffusione.
Angelica Solichon, maestra poco più che ventenne che
conosce le lingue nazionali e l'inglese, entra a far parte della
Società degli amici dell'educazione del popolo, in qualità
di socia attiva, il 15 ottobre 1850. Su 28 nuovi aderenti accettati
nella riunione di Agno, soltanto due sono donne (ammesse nella
Società solo a partire dal 1849 in seguito ai "rimbrotti
di alcune Signore"): Angelica, in quel tempo maestra
a Bellinzona, e Carolina Pozzi di Locarno.
Nel 1855, quando le scuole femminili e miste hanno conosciuto
un forte incremento, Angelica Solichon ha 28 anni, insegna all'Istituto
cantonale di educazione superiore femminile di Ascona a 16 allieve
(delle quali 11 ticinesi), in uniforme color caffè, e fa
stampare la sua prima opera, L'Amica di casa, un manuale
che conoscerà una grande diffusione per oltre cent'anni.
Un libro scritto da "un'amica dell'educazione del popolo"
pensato per "il progresso del popolo e il bene dell'umanità",
che segnerà in modo significativo lo sviluppo socioeconomico
del cantone Ticino.
L'Amica di casa è il primo testo scolastico preparato
per la formazione delle ragazze, le future "Reggitrici"
della casa e della società, un libro che vuol promuovere
il progresso attraverso la saggia amministrazione, e che comprende
la parte morale, la parte scientifica e la parte pratica. Quest'opera,
sostiene l'autrice, "non è che il riassunto di
una minima parte di ciò che la scienza e la pratica possono
suggerire di utile allo incremento della prosperità individuale
delle famiglie, e per essa a quella generale delle Nazioni".
L'Amica di casa non è "un'operetta per fanciulle",
bensì "la scienza della casa, dalla scuola alla
famiglia", e si rivelerà un manuale di divulgazione
scientifica all'avanguardia al punto che cinquant'anni dopo, nel
1912, vedrà la sua sezione relativa alle "Nozioni
pratiche di Fisica, Chimica, Elettricità ed Igiene",
pubblicata in volume a parte di ben 179 pagine, quale manuale
scolastico "pei giovinetti delle Scuole elementari maggiori"
.
L'Amica di casa è un testo di chiara scrittura,
preciso e puntuale, aggiornato e continuamente ampliato fino ad
essere in due corposi volumi, conoscerà una dozzina di
edizioni, tra cui sei italiane della Tipografia Riformatorio Patronato
di Milano. L'Amica di casa confluirà poi purtroppo
solo in parte, nel 1927, nel manuale Casa Nostra di Erminia
Macerati, vivrà dunque un intero secolo, sarà libro
fondamentale di formazione, entrerà in ogni casa e sarà
testo scolastico obbligatorio per tutte le donne ticinesi, fino
intorno al 1960.
"È desiderabile", scriveva Angelica
Solichon a proposito de L'Amica di casa, "che questi
cenni valgano a far nascere in ciascuno quello spirito d'osservazione,
che ci consente di giudicare e di apprezzare quanto v'ha di buono
negli usi e costumi dei diversi popoli, nei ritrovati della scienza,
nelle produzioni dell'industria; e scuotendo quell'ignavia che
ci mantiene attaccati alle vecchie consuetudini, ne faccia accogliere
premurosamente i profittevoli consigli del progresso... Chi
ha mezzi e tempo procuri di spargere fra i concittadini delle
buone idee, e di far adottare delle utili innovazioni. Quale soddisfazione
potrebbe superare quella nobilissima d'essere i fattori della
prosperità morale e materiale d'un paese!". Secondo
le intenzioni dell'autrice dunque, L'Amica di casa non
è semplicemente un manuale di economia domestica: "Riguardata
superficialmente, la Domestica Economia sembra oggetto di lieve
considerazione, mentre in generale le si attribuiscono soltanto
le faccende casalinghe: ma il suo vero scopo è quello di
far regnare nella casa l'ordine, l'abbondanza e la salute. Sotto
questo triplice aspetto essa esercita una grandissima influenza
sulle facoltà morali degli individui, e quindi, benché
indirettamente, anche sulla politica".
Nel 1827, mentre a Milano Angelica Solichon vedeva la luce,
insieme alla prima edizione dei Promessi sposi di Alessandro
Manzoni, a Brugg moriva il pedagogista, filantropo ed educatore
svizzero Johann Heinrich Pestalozzi (1746-1827). Nel cantone Ticino
proprio in quell'anno, veniva aperta a Lugano la prima scuola-convitto
laica per le fanciulle, dove oltre a leggere e scrivere, le ragazze
imparavano anche nozioni di francese, tedesco, storia, geografia
e un po' di musica; direttrice e fondatrice era Teresa Massari,
maestra milanese, moglie del liberale formatosi a Milano, Stefano
Franscini. Nel 1832 Stefano Franscini pubblica, presso la Tipografia
Elvetica di Capolago, La Val d'Oro. Schizzo di Costumi Svizzeri,
traduzione del libro del 1817 di Heinrich Zschokke (1771-1848),
che si rifaceva certamente all'ormai famoso romanzo educativo,
Leonardo e Gertrude (1781), del Pestalozzi.
La Val d'Oro è un racconto morale con il quale si
vuol insegnare al popolo (tra l'altro) che il progresso della
società civile passa attraverso l'educazione delle fanciulle,
e che il benessere di un paese in gravi difficoltà economiche
e dissanguato dall'emigrazione, può costruirsi grazie all'organizzazione
e al lavoro oculato delle donne nella gestione dell'azienda-famiglia
(nuova "scienza" che verrà poi chiamata "economia
domestica"). Protagonista del racconto di Heinrich Zschokke,
è Lisa, donna radiosa, pulita, istruita e moglie operosa,
la quale insegnando il segreto del suo successo domestico alle
ragazze povere del villaggio "ove l'inedia sedeva sulla
porta, e il fuocolare cuoceva sempre una cena senza butirro",
riuscirà a trasformarlo in una vera e propria valle dorata...
"Come già s'è detto", scrive Angelica
Solichon nella parte morale de L'Amica di casa, "i
doveri morali di Economia domestica riguardano le qualità
dell'animo umano, naturali od acquisite. L'influenza morale della
donna nella società è indiscutibile. Libera o schiava,
matrona o cortigiana, adorata o vilipesa, essa impresse mai sempre
nella vita dei popoli la sua preponderanza, e la storia ne dice
come le nazioni fossero più colte, civili e forti, quanto
più la donna vi era stimata per sapere e per casalinghe
virtù". E se le casalinghe virtù, per la
nostra autrice sono "la religione, la prudenza, la giustizia,
la fortezza, la temperanza e la carità", il sapere
è costituito dalla Parte scientifica, con "Idee
generali e utilità delle nozioni scientifiche e il progresso
delle scienze", cioè: "Del calorico, Dell'elettricità,
Della chimica, Dell'igiene, Dell'assistenza agli ammalati e Dei
consigli pratici per diversi accidenti". La Parte Pratica
invece si sviluppa nei capitoli "Dell'economia del tempo
e del denaro, Contabilità domestica, Economia delle masserizie,
Economia dei commestibili, Preparazione degli alimenti, Delle
bevande, Del combustibile, Vestimenta e biancheria e Industrie
casalinghe".
"Valgano queste brevissime nozioni di scienza tanto vaste
quanto interessanti ed utili, a suscitare in noi il desiderio
del vero sapere, e l'amore per lo studio di questa bella, svariatissima
e maestosa natura che ne circonda e nella quale, pur troppo, si
vive ignari od indifferenti, siccome i pesci nell'acqua. Non lasciamo
che vadano per noi perduti gli studj indefessi e le portentose
scoperte di elettissimi ingegni che seppero leggere in questo
libro sempre nuovo, sempre attraente e sublime del Creato. Quanto
ci sembrerebbero meschine le personalità, le gare politiche,
le ridicole ambizioni se elevassimo la nostra mente all'osservazione
ed allo studio di questo magnifico Universo! Quanto meglio si
saprebbe apprezzare l'opera benefica di chi studia e di chi lavora!
Non sono solamente i selvaggi che hanno bisogno di apostoli zelanti
che loro insegnino a bene coltivare le terre e a migliorare le
industrie; molti paesi anche fra noi avrebbero bisogno di apostoli
della scienza e del progresso, che in nome di quel filantropico
motto "Uno per tutti, tutto per uno" si adoperassero
ad accrescere il benessere dei concittadini, e quindi il decoro
della Patria".
Ma per l'Amica dell'educazione del popolo, Angelica Solichon,
ora giovane sposa del dottor Carlo Cioccari, e per gli amici dell'Educazione
il testo scolastico non basta. La Demopedeutica considera un servizio
reso al paese una stampa tesa all'utilità educativa: senza
educazione morale e civile, religiosa, senza istruzione, non "si
dà il progresso", per cui Angelica, nel 1861,
consegna alle stampe a Locarno, anche una rivista mensile che
porta il medesimo titolo del suo libro: L'Amica di casa. Letture
amene ed istruttive. Questa rivista, che si indirizza a un
pubblico femminile, tratta di etologia femminile, economia domestica,
igiene, influenza dell'atmosfera sull'uomo, dell'educazione femminile,
attualità italiane, corrispondenza da Milano e poesia.
Il periodico uscirà per un anno e poi, direttore il marito
Carlo Cioccari, diventerà il Faro delle Alpi. Giornale
scientifico-letterario e di intrattenimento ameno ed istruttivo
dedicato alla coltura delle famiglie. Angelica ne è
la principale redattrice e vi pubblica a puntate, anche sue novelle
e racconti. Angelica è una donna appassionata di scienza,
di politica, di letteratura. Legge e traduce dal francese, dal
tedesco e dall'inglese, e pubblica in italiano notizie riprese
dalle più importanti riviste del tempo, scrive e pubblica
anche ne L'Educatore della Svizzera italiana, bollettino,
come si è detto, della Società degli amici dell'educazione
del popolo.
Anche quando vive a Palermo e a Napoli, dove fonda e dirige scuole
e associazioni di maestre e maestri, e assiste il marito ora diventato
medico, specializzatosi nella cura del colera, Angelica mantiene
stretti legami con questa Società e con L'Educatore,
che continua a pubblicare sue lettere sia da Palermo, sia da Napoli,
che testimoniano sempre del suo impegno filantropico ed educativo.
A Napoli, a partire dal 1873, Angelica cura la redazione anche
di un altro bollettino di divulgazione scientifica, di cui il
dottor Cioccari è direttore responsabile, Il Conservatore
della Salute. Giornale sanitario delle famiglie, nel quale
pubblicherà tra l'altro un testo fondamentale "Della
necessità di educare le masse e della benefica influenza
delle Associazioni": "Disse Giulio Simon prima delli
eventi di Sedan che il primo popolo del mondo sarebbe il più
istruito, ed assai prima di lui lo asseriva il nostro Melchiorre
Gioia, aggiungendo che la Nazione più istruita sarebbe
anche la più forte. Però onde una Nazione sia veramente
grande, bisogna che anche le masse sieno colte, cioè non
solo istruite ma benanche educate, essendo l'educazione che eleva
lo spirito del popolo e lo civilizza. Che gioverebbe mai alla
società una gioventù trasformata in archivio ambulante
quando fosse incapace di nobili sensi? Chi manca di elevato sentire
non può comprendere i bisogni dei singoli e della società,
né vi s'interessa a provvedervi, epperò la floridezza
dello Stato rimane allora un pio desiderio... e dirò
come nel Cantone Ticino siavi una Società, fondata sin
dal 1837, detta delli Amici dell'Educazione del popolo, e non
già dell'Istruzione, perché appunto quella e non
questa produce il vero incivilimento di una nazione. Ed invero
l'educazione è fattore di ogni prosperità"...
Il contenuto di questo articolo, susciterà vivo interesse
in Italia, verrà ripreso e pubblicato da altre riviste
nazionali italiane (tra le quali "La Donna di Venezia"),
e farà entrare Angelica in quell'importante repertorio
redatto da Oscar Greco, Bibliobiografia femminile italiana
del XIX secolo, pubblicato a Venezia nel 1875 e, più
recentemente, nel Dizionario biografico delle donne lombarde,
curato da Rachele Farina, nel 1995.
L'ultimo scritto di Angelica del quale si ha riscontro, è
una lettera che la stessa, rientrata in Ticino nel 1882, di nuovo
maestra e sempre occupata in attività filantropiche, indirizza
all'Educatore, nel 1900, sarà ancora un gesto generoso:
l'invio dello "stagnolo raccolto dalle scuole comunali
di Riva San Vitale" a favore del fondo per la Casa di
riposo per maestri e maestre della Melchenbühl presso Berna...
Angelica Cioccari-Solichon, passa alla storia del cantone del
Ticino, con il nome sbagliato ridotto ad Angelina... "modestissima
maestra: pochi s'accorsero della sua vita, quasi nessuno della
sua morte" (cfr. ANGELO NESSI, Scrittori della Svizzera
Italiana, IET, Bellinzona 1936, vol. II, 1142); e ricordata
di sfuggita da Fabrizio Mena e Raffaello Ceschi, in una riga alla
p. 341 della recente Storia del Cantone Ticino. L'Ottocento,
come moglie coadiuvante del dottor Carlo Cioccari e "autrice
dei primi manuali di economia domestica per le giovinette del
cantone": segnalazione corretta, ma tutto qui?
ANGELICA SOLICHON è nata a Milano il 9 febbraio
1827, in una famiglia benestante d'origine francese. Il padre,
venuto da Lione, è fabbricante di stoffe, la madre, una
Berettini, milanese, probabilmente maestra, con famiglia di militari-orefici,
addetti all'argenteria reale, e un fratello maestro di clavicembalo.
La famiglia Solichon, lascia Milano con il ritorno degli Austriaci
e si rifugia in Ticino. Angelica, dopo gli studi a Zurigo, a partire
dal 1840 è di nuovo nel nostro paese. Nel 1849 la troviamo
maestra a Bellinzona, dopo esserlo stata a Bedigliora, quindi
vive a Locarno, mentre insegna all'Istituto cantonale di educazione
superiore femminile di Ascona, per poi passare direttrice delle
scuole femminili di Locarno. Nel 1855, a 28 anni, pubblica il
primo libro di testo scritto da una donna per la formazione delle
ragazze: "L'Amica di casa", un libro di economia - non
solo domestica - e di scienza che, sempre aggiornato e ampliato,
conoscerà negli anni una dozzina di edizioni ticinesi e
italiane, e confluirà poi nel volume "Casa Nostra"
di Erminia Macerati nel 1927, libro di testo obbligatorio fino
intorno agli anni '60 del novecento. Angelica nel 1861 pubblica
anche a Locarno una rivista mensile "L'Amica di casa",
che poi verrà integrata nel giornale scientifico-letterario
"Il Faro delle Alpi", diretto dal marito e di cui lei
è la redattrice principale.
Angelica Solichon diventa cittadina ticinese nel 1857, per matrimonio
con il fuoruscito Carlo Cioccari, insegnante di umanità
a Pollegio, originario di Osco, ma nato e cresciuto a Milano,
a pochi passi dalla casa di Angelica, dove il padre Cioccari ha
una panetteria. I coniugi Cioccari, si trasferiranno quindi a
Mendrisio, dove Angelica fonda, a partire dal 1861, una scuola
superiore per le fanciulle del popolo, e tiene sembra il primo
"salotto letterario" nostrano. Poi i coniugi Cioccari
partiranno di nuovo per Milano, e in seguito (ora che Carlo Cioccari
è diventato medico) metteranno casa a Palermo, a partire
dal 1865, e a Napoli dal 1870, dove il dottor Carlo Cioccari si
specializzerà nella cura del colera e in medicina sociale.
A Palermo Angelica insegna alla scuola rurale e partecipa alla
fondazione di un'associazione di maestri e maestre. A Napoli,
insegna alle fanciulle e aiuta il marito nella sua attività
di medico, si occupa della redazione de "Il Conservatore
della Salute", scrive, pubblica, intrattiene corrispondenza
con lettori e lettrici che le scrivono da tutta Europa. Anche
durante i suoi soggiorni in Italia Angelica continuerà
a corrispondere con "L'Educatore della Svizzera italiana"
collaborando e partecipando a collette benefiche. Poi, abbandonata
dal marito, che si è trasferito in Egitto (dove morirà),
rientra in Ticino nel 1882, e torna a insegnare in località
diverse, e a pubblicare. Vivrà i suoi ultimi anni a Riva
S. Vitale, ospite in casa di due sue ex-allieve della scuola di
Ascona. Angelica morirà a Lugano il 14 marzo 1912. È
sepolta nel cimitero di Riva S. Vitale, villaggio dove aveva sede
l'ultima scuola da lei fondata e diretta. Quando nel 1904, a 77
anni, Angelica Cioccari-Solichon pubblica l'ultimo suo testo scolastico,
Esercizi di lingua, scriverà di lei Lauretta Rensi-Perucchi:
"Presentare l'autrice ai lettori della "Scuola"
mi par di far loro un torto, in quanto nessuno di quanti si occupano
della scuola e dell'educazione ignora il nome benemerito di Lei
che consacrò tutte le sue attività, il suo vivace
ingegno, la fine intuizione, il cuore largo, all'incremento della
popolare educazione".
L'Amica di casa, Carlo Colombi, Bellinzona 1855 (ed
edizioni seguenti fino al 1919);
Della necessità di educare le masse e della benefica
influenza delle Associazioni, "Il Conservatore delle
Salute", 1872 e "Donna di Venezia", 25 ottobre
1874;
Vademecum anticolerico, ossia consigli pratici sulle precauzioni
preventive e durante l'epidemia colerica, Traversa & Degiorgi,
Lugano 1884;
(a cura di) La pollicoltura e la sua importanza nella pubblica
economia. Breve guida per l'allevamento e la coltura razionale
del pollame nella Svizzera; Francesco Veladini, Lugano 1896;
Esercizi di lingua per allievi ed allieve unite in più
classi, compilati secondo i programmi; Tip. Riformatorio Patronato,
Milano, 1899 (ed edizioni ticinesi seguenti fino al 1917);
Nozioni pratiche di Fisica, Chimica, Elettricità ed
Igiene pei giovinetti delle Scuole elementari maggiori, C.
Salvioni, Bellinzona 1912.
Scritti di Angelica Cioccari-Solichon figurano nei periodici "L'Educatore
della Svizzera italiana", "L'Amica di casa", "Il
Faro delle Alpi", "Il Conservatore della salute",
"La Donna di Venezia".
Questo testo è stato parzialmente pubblicato in "arte&storia",
a. 1, n. 3, dicembre 2000-gennaio 2001.