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Angelica Cioccari-Solichon (1817-1912)
L'Amica di casa e della popolare educazione

di Franca Cleis
scrittrice e ricercatrice della scrittura femminile nella Svizzera italiana

 

estratti da L'Amica di casa (1855), trattato di economia domestica, che svolse un ruolo importante nello sviluppo socioeconomico del cantone Ticino.

clicca per ingrandire l'immagine"Non sono solamente i selvaggi che hanno bisogno di apostoli zelanti che loro insegnino a bene coltivare le terre e a migliorare le industrie; molti paesi anche fra noi avrebbero bisogno di apostoli della scienza e del progresso, che in nome di quel filantropico motto "Uno per tutti, tutto per uno" si adoperassero ad accrescere il benessere dei concittadini, e quindi il decoro della Patria".

"Riguardata superficialmente, la Domestica Economia sembra oggetto di lieve considerazione, mentre in generale le si attribuiscono soltanto le faccende casalinghe: ma il suo vero scopo è quello di far regnare nella casa l'ordine, l'abbondanza e la salute. Sotto questo triplice aspetto essa esercita una grandissima influenza sulle facoltà morali degli individui, e quindi, benché indirettamente, anche sulla politica".

"L'aria è un fluido trasparente ed elastico che circonda il nostro globo e che dicesi atmosfera: da vicino sembra priva di colore, pure è dessa che forma quella volta azzurra che noi chiamiamo cielo... L'aria è composta di circa quattro quinti di azoto, detto anche nitrogeno, un quinto di ossigeno e qualche traccia di altri gaz..."

"Valgano queste brevissime nozioni di scienza tanto vaste quanto interessanti ed utili, a suscitare in noi il desiderio del vero sapere, e l'amore per lo studio di questa bella, svariatissima e maestosa natura che ne circonda e nella quale, pur troppo, si vive ignari od indifferenti, siccome i pesci nell'acqua".

"...in quest'opera non troverete eleganza di stile, avendola io principalmente scritta per le fanciulle del popolo"

 
Sulle tavole dei ticinesi, la polenta gialla, nei primi decenni dell'Ottocento, è una novità quasi come il nuovo cantone, e la coltivazione del mais si sta diffondendo piuttosto lentamente, così come la scuola pubblica. Nel Ticino, segnato da ondate di carestia, l'alimentazione è scarsa e poco variata, la situazione sanitaria è disastrata: quasi non esistono fogne, rari sono gli acquedotti. Epidemie di tifo, di colera, di vaiolo imperversano periodicamente. Il cretinismo è abbastanza diffuso e la popolazione continua ad essere per lo più priva di assistenza medica (le condotte mediche verranno istituite con la legge dell'8 giugno 1845).
Nascono in questo contesto le società filantropiche che si propongono, in pieno spirito positivista, di educare il popolo in fatto di igiene, razionalizzazione dell'agricoltura e delle risorse, alfabetizzazione e conduzione di vita.
Nel 1829 viene fondata la sezione ticinese della Società svizzera di utilità pubblica, che ha lo scopo di "soccorrere i poveri, facilitare l'educazione, estendere l'industria". In un'assemblea del 1832 i membri della Società discutono dei progetti concreti di cui vorrebbero farsi promotori: Stefano Franscini propone la fondazione di una Cassa di risparmio, istituzione "puramente filantropica"; Giovan Battista Pioda la creazione di una cassa cantonale di assicurazione contro gli incendi; mentre Bernardo Vanoni, segnalando la situazione dei contadini "itterici e perpetuamente febbricitanti, avviliti e miseri, e vedendone le cause nell'ignoranza in agricoltura col rifiuto dei nuovi mezzi meccanici, idraulici e chimici", auspicava che nelle scuole maggiori fosse introdotta un'istruzione applicata all'agricoltura. L'avvocato Giovanni Reali, occupandosi di selvicoltura, puntava il dito "sull'influenza deleteria per il clima provocata dagli sconsiderati tagli dei boschi alienati dagli enti pubblici per soddisfare l'ingordigia dello speculatore privato". Venne auspicata inoltre l'istituzione di tre biblioteche pubbliche oppure di una circolante, e di una biblioteca scientifica della Società. Un fermento di idee e di iniziative a scopo sociale, che si scontrarono negli anni seguenti con divisioni interne, brighe e passioni politiche contrastanti, che ne rallenteranno l'attività e lo sviluppo, tanto da far affermare dal Franscini nel 1837 "dobbiamo non poco arrossire della poca nostra operosità da qualche anno in poi".

"Dire che il Popolo non ha bisogno d'istruzione è una bestemmia" (1841).
"Istruire le masse è allontanare il pauperismo e il delitto" (1844).

Queste due massime figurano sul frontespizio dell'Almanacco del Popolo Ticinese, pubblicato a cura della nuova Società degli amici dell'educazione del popolo, altra associazione liberale con intenti filantropici, fondata nel 1837 dallo stesso Stefano Franscini, sulle ceneri di quel che restava della Società di Utilità pubblica, nella quale confluì. Questo Almanacco nasceva nel tentativo di rompere l'abitudine della popolazione, che si stava largamente alfabetizzando, alla lettura di almanacchi tradizionali intrisi di pratiche magiche e di superstizione, e di offrire invece seguendo il pensiero positivista, notizie pratiche ma scientificamente aggiornate, relative all'agricoltura, all'industria e al commercio, nonché nozioni di economia domestica e di igiene, di storia e di geografia, novelle morali, lezioni di "civiltà" e articoli che combattessero credenze e pregiudizi popolari, molto diffusi. La Società degli amici dell'educazione del popolo, presto conosciuta anche come Demopedeutica, conobbe un grande sviluppo e si radicò bene sul territorio cantonale, creando sezioni nei diversi circondari scolastici, promuovendo visite alle scuole, assegnazione di libri di premio, esame dei nuovi libri di testo, inchieste statistiche, e cercò di sensibilizzare il governo su oggetti di interesse pubblico. Oltre all'Almanacco del Popolo Ticinese, questa Società iniziò a pubblicare nel 1855 il bollettino L'Educatore della Svizzera italiana, che ebbe larga diffusione.
 

Il progresso del popolo e il bene dell'umanità

Angelica Solichon, maestra poco più che ventenne che conosce le lingue nazionali e l'inglese, entra a far parte della Società degli amici dell'educazione del popolo, in qualità di socia attiva, il 15 ottobre 1850. Su 28 nuovi aderenti accettati nella riunione di Agno, soltanto due sono donne (ammesse nella Società solo a partire dal 1849 in seguito ai "rimbrotti di alcune Signore"): Angelica, in quel tempo maestra a Bellinzona, e Carolina Pozzi di Locarno.
Nel 1855, quando le scuole femminili e miste hanno conosciuto un forte incremento, Angelica Solichon ha 28 anni, insegna all'Istituto cantonale di educazione superiore femminile di Ascona a 16 allieve (delle quali 11 ticinesi), in uniforme color caffè, e fa stampare la sua prima opera, L'Amica di casa, un manuale che conoscerà una grande diffusione per oltre cent'anni. Un libro scritto da "un'amica dell'educazione del popolo" pensato per "il progresso del popolo e il bene dell'umanità", che segnerà in modo significativo lo sviluppo socioeconomico del cantone Ticino.
L'Amica di casa è il primo testo scolastico preparato per la formazione delle ragazze, le future "Reggitrici" della casa e della società, un libro che vuol promuovere il progresso attraverso la saggia amministrazione, e che comprende la parte morale, la parte scientifica e la parte pratica. Quest'opera, sostiene l'autrice, "non è che il riassunto di una minima parte di ciò che la scienza e la pratica possono suggerire di utile allo incremento della prosperità individuale delle famiglie, e per essa a quella generale delle Nazioni".
L'Amica di casa non è "un'operetta per fanciulle", bensì "la scienza della casa, dalla scuola alla famiglia", e si rivelerà un manuale di divulgazione scientifica all'avanguardia al punto che cinquant'anni dopo, nel 1912, vedrà la sua sezione relativa alle "Nozioni pratiche di Fisica, Chimica, Elettricità ed Igiene", pubblicata in volume a parte di ben 179 pagine, quale manuale scolastico "pei giovinetti delle Scuole elementari maggiori" .
L'Amica di casa è un testo di chiara scrittura, preciso e puntuale, aggiornato e continuamente ampliato fino ad essere in due corposi volumi, conoscerà una dozzina di edizioni, tra cui sei italiane della Tipografia Riformatorio Patronato di Milano. L'Amica di casa confluirà poi purtroppo solo in parte, nel 1927, nel manuale Casa Nostra di Erminia Macerati, vivrà dunque un intero secolo, sarà libro fondamentale di formazione, entrerà in ogni casa e sarà testo scolastico obbligatorio per tutte le donne ticinesi, fino intorno al 1960.

"È desiderabile", scriveva Angelica Solichon a proposito de L'Amica di casa, "che questi cenni valgano a far nascere in ciascuno quello spirito d'osservazione, che ci consente di giudicare e di apprezzare quanto v'ha di buono negli usi e costumi dei diversi popoli, nei ritrovati della scienza, nelle produzioni dell'industria; e scuotendo quell'ignavia che ci mantiene attaccati alle vecchie consuetudini, ne faccia accogliere premurosamente i profittevoli consigli del progresso... Chi ha mezzi e tempo procuri di spargere fra i concittadini delle buone idee, e di far adottare delle utili innovazioni. Quale soddisfazione potrebbe superare quella nobilissima d'essere i fattori della prosperità morale e materiale d'un paese!". Secondo le intenzioni dell'autrice dunque, L'Amica di casa non è semplicemente un manuale di economia domestica: "Riguardata superficialmente, la Domestica Economia sembra oggetto di lieve considerazione, mentre in generale le si attribuiscono soltanto le faccende casalinghe: ma il suo vero scopo è quello di far regnare nella casa l'ordine, l'abbondanza e la salute. Sotto questo triplice aspetto essa esercita una grandissima influenza sulle facoltà morali degli individui, e quindi, benché indirettamente, anche sulla politica".
 

Dalla Val d'Oro a L'Amica di casa

Nel 1827, mentre a Milano Angelica Solichon vedeva la luce, insieme alla prima edizione dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, a Brugg moriva il pedagogista, filantropo ed educatore svizzero Johann Heinrich Pestalozzi (1746-1827). Nel cantone Ticino proprio in quell'anno, veniva aperta a Lugano la prima scuola-convitto laica per le fanciulle, dove oltre a leggere e scrivere, le ragazze imparavano anche nozioni di francese, tedesco, storia, geografia e un po' di musica; direttrice e fondatrice era Teresa Massari, maestra milanese, moglie del liberale formatosi a Milano, Stefano Franscini. Nel 1832 Stefano Franscini pubblica, presso la Tipografia Elvetica di Capolago, La Val d'Oro. Schizzo di Costumi Svizzeri, traduzione del libro del 1817 di Heinrich Zschokke (1771-1848), che si rifaceva certamente all'ormai famoso romanzo educativo, Leonardo e Gertrude (1781), del Pestalozzi.
La Val d'Oro è un racconto morale con il quale si vuol insegnare al popolo (tra l'altro) che il progresso della società civile passa attraverso l'educazione delle fanciulle, e che il benessere di un paese in gravi difficoltà economiche e dissanguato dall'emigrazione, può costruirsi grazie all'organizzazione e al lavoro oculato delle donne nella gestione dell'azienda-famiglia (nuova "scienza" che verrà poi chiamata "economia domestica"). Protagonista del racconto di Heinrich Zschokke, è Lisa, donna radiosa, pulita, istruita e moglie operosa, la quale insegnando il segreto del suo successo domestico alle ragazze povere del villaggio "ove l'inedia sedeva sulla porta, e il fuocolare cuoceva sempre una cena senza butirro", riuscirà a trasformarlo in una vera e propria valle dorata...
"Come già s'è detto", scrive Angelica Solichon nella parte morale de L'Amica di casa, "i doveri morali di Economia domestica riguardano le qualità dell'animo umano, naturali od acquisite. L'influenza morale della donna nella società è indiscutibile. Libera o schiava, matrona o cortigiana, adorata o vilipesa, essa impresse mai sempre nella vita dei popoli la sua preponderanza, e la storia ne dice come le nazioni fossero più colte, civili e forti, quanto più la donna vi era stimata per sapere e per casalinghe virtù". E se le casalinghe virtù, per la nostra autrice sono "la religione, la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza e la carità", il sapere è costituito dalla Parte scientifica, con "Idee generali e utilità delle nozioni scientifiche e il progresso delle scienze", cioè: "Del calorico, Dell'elettricità, Della chimica, Dell'igiene, Dell'assistenza agli ammalati e Dei consigli pratici per diversi accidenti". La Parte Pratica invece si sviluppa nei capitoli "Dell'economia del tempo e del denaro, Contabilità domestica, Economia delle masserizie, Economia dei commestibili, Preparazione degli alimenti, Delle bevande, Del combustibile, Vestimenta e biancheria e Industrie casalinghe".
"Valgano queste brevissime nozioni di scienza tanto vaste quanto interessanti ed utili, a suscitare in noi il desiderio del vero sapere, e l'amore per lo studio di questa bella, svariatissima e maestosa natura che ne circonda e nella quale, pur troppo, si vive ignari od indifferenti, siccome i pesci nell'acqua. Non lasciamo che vadano per noi perduti gli studj indefessi e le portentose scoperte di elettissimi ingegni che seppero leggere in questo libro sempre nuovo, sempre attraente e sublime del Creato. Quanto ci sembrerebbero meschine le personalità, le gare politiche, le ridicole ambizioni se elevassimo la nostra mente all'osservazione ed allo studio di questo magnifico Universo! Quanto meglio si saprebbe apprezzare l'opera benefica di chi studia e di chi lavora! Non sono solamente i selvaggi che hanno bisogno di apostoli zelanti che loro insegnino a bene coltivare le terre e a migliorare le industrie; molti paesi anche fra noi avrebbero bisogno di apostoli della scienza e del progresso, che in nome di quel filantropico motto "Uno per tutti, tutto per uno" si adoperassero ad accrescere il benessere dei concittadini, e quindi il decoro della Patria".
 

È l'educazione che eleva lo spirito del popolo e lo civilizza

Ma per l'Amica dell'educazione del popolo, Angelica Solichon, ora giovane sposa del dottor Carlo Cioccari, e per gli amici dell'Educazione il testo scolastico non basta. La Demopedeutica considera un servizio reso al paese una stampa tesa all'utilità educativa: senza educazione morale e civile, religiosa, senza istruzione, non "si dà il progresso", per cui Angelica, nel 1861, consegna alle stampe a Locarno, anche una rivista mensile che porta il medesimo titolo del suo libro: L'Amica di casa. Letture amene ed istruttive. Questa rivista, che si indirizza a un pubblico femminile, tratta di etologia femminile, economia domestica, igiene, influenza dell'atmosfera sull'uomo, dell'educazione femminile, attualità italiane, corrispondenza da Milano e poesia. Il periodico uscirà per un anno e poi, direttore il marito Carlo Cioccari, diventerà il Faro delle Alpi. Giornale scientifico-letterario e di intrattenimento ameno ed istruttivo dedicato alla coltura delle famiglie. Angelica ne è la principale redattrice e vi pubblica a puntate, anche sue novelle e racconti. Angelica è una donna appassionata di scienza, di politica, di letteratura. Legge e traduce dal francese, dal tedesco e dall'inglese, e pubblica in italiano notizie riprese dalle più importanti riviste del tempo, scrive e pubblica anche ne L'Educatore della Svizzera italiana, bollettino, come si è detto, della Società degli amici dell'educazione del popolo.
Anche quando vive a Palermo e a Napoli, dove fonda e dirige scuole e associazioni di maestre e maestri, e assiste il marito ora diventato medico, specializzatosi nella cura del colera, Angelica mantiene stretti legami con questa Società e con L'Educatore, che continua a pubblicare sue lettere sia da Palermo, sia da Napoli, che testimoniano sempre del suo impegno filantropico ed educativo. A Napoli, a partire dal 1873, Angelica cura la redazione anche di un altro bollettino di divulgazione scientifica, di cui il dottor Cioccari è direttore responsabile, Il Conservatore della Salute. Giornale sanitario delle famiglie, nel quale pubblicherà tra l'altro un testo fondamentale "Della necessità di educare le masse e della benefica influenza delle Associazioni": "Disse Giulio Simon prima delli eventi di Sedan che il primo popolo del mondo sarebbe il più istruito, ed assai prima di lui lo asseriva il nostro Melchiorre Gioia, aggiungendo che la Nazione più istruita sarebbe anche la più forte. Però onde una Nazione sia veramente grande, bisogna che anche le masse sieno colte, cioè non solo istruite ma benanche educate, essendo l'educazione che eleva lo spirito del popolo e lo civilizza. Che gioverebbe mai alla società una gioventù trasformata in archivio ambulante quando fosse incapace di nobili sensi? Chi manca di elevato sentire non può comprendere i bisogni dei singoli e della società, né vi s'interessa a provvedervi, epperò la floridezza dello Stato rimane allora un pio desiderio... e dirò come nel Cantone Ticino siavi una Società, fondata sin dal 1837, detta delli Amici dell'Educazione del popolo, e non già dell'Istruzione, perché appunto quella e non questa produce il vero incivilimento di una nazione. Ed invero l'educazione è fattore di ogni prosperità"... Il contenuto di questo articolo, susciterà vivo interesse in Italia, verrà ripreso e pubblicato da altre riviste nazionali italiane (tra le quali "La Donna di Venezia"), e farà entrare Angelica in quell'importante repertorio redatto da Oscar Greco, Bibliobiografia femminile italiana del XIX secolo, pubblicato a Venezia nel 1875 e, più recentemente, nel Dizionario biografico delle donne lombarde, curato da Rachele Farina, nel 1995.
L'ultimo scritto di Angelica del quale si ha riscontro, è una lettera che la stessa, rientrata in Ticino nel 1882, di nuovo maestra e sempre occupata in attività filantropiche, indirizza all'Educatore, nel 1900, sarà ancora un gesto generoso: l'invio dello "stagnolo raccolto dalle scuole comunali di Riva San Vitale" a favore del fondo per la Casa di riposo per maestri e maestre della Melchenbühl presso Berna...
 

Modestissima maestra, o apostola zelante della scienza e del progresso?

Angelica Cioccari-Solichon, passa alla storia del cantone del Ticino, con il nome sbagliato ridotto ad Angelina... "modestissima maestra: pochi s'accorsero della sua vita, quasi nessuno della sua morte" (cfr. ANGELO NESSI, Scrittori della Svizzera Italiana, IET, Bellinzona 1936, vol. II, 1142); e ricordata di sfuggita da Fabrizio Mena e Raffaello Ceschi, in una riga alla p. 341 della recente Storia del Cantone Ticino. L'Ottocento, come moglie coadiuvante del dottor Carlo Cioccari e "autrice dei primi manuali di economia domestica per le giovinette del cantone": segnalazione corretta, ma tutto qui?
 

L'autrice del manuale

ANGELICA SOLICHON è nata a Milano il 9 febbraio 1827, in una famiglia benestante d'origine francese. Il padre, venuto da Lione, è fabbricante di stoffe, la madre, una Berettini, milanese, probabilmente maestra, con famiglia di militari-orefici, addetti all'argenteria reale, e un fratello maestro di clavicembalo. La famiglia Solichon, lascia Milano con il ritorno degli Austriaci e si rifugia in Ticino. Angelica, dopo gli studi a Zurigo, a partire dal 1840 è di nuovo nel nostro paese. Nel 1849 la troviamo maestra a Bellinzona, dopo esserlo stata a Bedigliora, quindi vive a Locarno, mentre insegna all'Istituto cantonale di educazione superiore femminile di Ascona, per poi passare direttrice delle scuole femminili di Locarno. Nel 1855, a 28 anni, pubblica il primo libro di testo scritto da una donna per la formazione delle ragazze: "L'Amica di casa", un libro di economia - non solo domestica - e di scienza che, sempre aggiornato e ampliato, conoscerà negli anni una dozzina di edizioni ticinesi e italiane, e confluirà poi nel volume "Casa Nostra" di Erminia Macerati nel 1927, libro di testo obbligatorio fino intorno agli anni '60 del novecento. Angelica nel 1861 pubblica anche a Locarno una rivista mensile "L'Amica di casa", che poi verrà integrata nel giornale scientifico-letterario "Il Faro delle Alpi", diretto dal marito e di cui lei è la redattrice principale.
Angelica Solichon diventa cittadina ticinese nel 1857, per matrimonio con il fuoruscito Carlo Cioccari, insegnante di umanità a Pollegio, originario di Osco, ma nato e cresciuto a Milano, a pochi passi dalla casa di Angelica, dove il padre Cioccari ha una panetteria. I coniugi Cioccari, si trasferiranno quindi a Mendrisio, dove Angelica fonda, a partire dal 1861, una scuola superiore per le fanciulle del popolo, e tiene sembra il primo "salotto letterario" nostrano. Poi i coniugi Cioccari partiranno di nuovo per Milano, e in seguito (ora che Carlo Cioccari è diventato medico) metteranno casa a Palermo, a partire dal 1865, e a Napoli dal 1870, dove il dottor Carlo Cioccari si specializzerà nella cura del colera e in medicina sociale. A Palermo Angelica insegna alla scuola rurale e partecipa alla fondazione di un'associazione di maestri e maestre. A Napoli, insegna alle fanciulle e aiuta il marito nella sua attività di medico, si occupa della redazione de "Il Conservatore della Salute", scrive, pubblica, intrattiene corrispondenza con lettori e lettrici che le scrivono da tutta Europa. Anche durante i suoi soggiorni in Italia Angelica continuerà a corrispondere con "L'Educatore della Svizzera italiana" collaborando e partecipando a collette benefiche. Poi, abbandonata dal marito, che si è trasferito in Egitto (dove morirà), rientra in Ticino nel 1882, e torna a insegnare in località diverse, e a pubblicare. Vivrà i suoi ultimi anni a Riva S. Vitale, ospite in casa di due sue ex-allieve della scuola di Ascona. Angelica morirà a Lugano il 14 marzo 1912. È sepolta nel cimitero di Riva S. Vitale, villaggio dove aveva sede l'ultima scuola da lei fondata e diretta. Quando nel 1904, a 77 anni, Angelica Cioccari-Solichon pubblica l'ultimo suo testo scolastico, Esercizi di lingua, scriverà di lei Lauretta Rensi-Perucchi: "Presentare l'autrice ai lettori della "Scuola" mi par di far loro un torto, in quanto nessuno di quanti si occupano della scuola e dell'educazione ignora il nome benemerito di Lei che consacrò tutte le sue attività, il suo vivace ingegno, la fine intuizione, il cuore largo, all'incremento della popolare educazione".
 

Bibliografia

L'Amica di casa, Carlo Colombi, Bellinzona 1855 (ed edizioni seguenti fino al 1919);
Della necessità di educare le masse e della benefica influenza delle Associazioni, "Il Conservatore delle Salute", 1872 e "Donna di Venezia", 25 ottobre 1874;
Vademecum anticolerico, ossia consigli pratici sulle precauzioni preventive e durante l'epidemia colerica, Traversa & Degiorgi, Lugano 1884;
(a cura di) La pollicoltura e la sua importanza nella pubblica economia. Breve guida per l'allevamento e la coltura razionale del pollame nella Svizzera; Francesco Veladini, Lugano 1896;
Esercizi di lingua per allievi ed allieve unite in più classi, compilati secondo i programmi; Tip. Riformatorio Patronato, Milano, 1899 (ed edizioni ticinesi seguenti fino al 1917);
Nozioni pratiche di Fisica, Chimica, Elettricità ed Igiene pei giovinetti delle Scuole elementari maggiori, C. Salvioni, Bellinzona 1912.
Scritti di Angelica Cioccari-Solichon figurano nei periodici "L'Educatore della Svizzera italiana", "L'Amica di casa", "Il Faro delle Alpi", "Il Conservatore della salute", "La Donna di Venezia".
 

Letture consigliate

Questo testo è stato parzialmente pubblicato in "arte&storia", a. 1, n. 3, dicembre 2000-gennaio 2001.