Nadia Canonica (1943-2011)

Figlia di Pietro Gcanonica_nadiauidotti e Rosa Maria, nata Scerpella, Nadia Canonica-Guidotti nacque il 6 agosto 1943. Prima di due fratelli, Nadia frequentò le scuole dell’obbligo a Biasca e nel 1960 si diplomò all’Ecole Bénédict – école de langues et de commerce di Friborgo. Rientrata in Ticino, tra il 1963 e il 1966 svolse un tirocinio come impiegata di commercio, presso l’avvocato Dott. F. Bolla a Lugano. In seguito Nadia venne assunta come impiegata statale presso gli uffici cantonali di Bellinzona dove lavorò dal 1963 al 1968. Nel frattempo nel 1964 si sposò con l’architetto Armando Canonica: ebbero due figli, Stefano (4 maggio 1968) e Costanza (4 febbraio 1973) e, successivamente nel 1975 si separarono.

Nel corso di questo periodo Nadia intraprese e completò la formazione di bibliotecaria ma non praticò mai questa professione: a partire dal 1975, infatti, in seguito alla separazione riprese a lavorare per l’Amministrazione cantonale come funzionaria statale nel settore delle assicurazioni sociali a Bellinzona (AI). 

Nadia Canonica-Guidotti, nel corso della sua intera vita, fu madre, lavoratrice e militante. Si batté per i diritti delle donne, la depenalizzazione dell’aborto, per migliorare la situazione delle madri sole con responsabilità famigliari, per denunciare le discriminazioni, i soprusi e la violenza. Aderì a numerosi movimenti e associazioni (istituzionali e non) e partecipò a svariate campagne mediatiche e politiche.

L’inizio del suo coinvolgimento nell’ambito dei diritti delle donne può essere fatto risalire all’ottobre del 1971, quando Nadia partecipò alla riunione di fondazione del Movimento Femminista Ticinese all’interno del quale, nel corso degli anni Settanta, affrontò tematiche quali l’autocoscienza, la contraccezione, la creazione di strutture di sostegno per le donne. Nel 1976 fu inoltre tra le ideatrici del primo consultorio ticinese delle donne.

Un altro importante ambito che la vide costantemente impegnata fu l’attività sindacale. A partire dal 1975 e fino al declino dell’associazione avvenuto all’inizio degli anni Ottanta, Nadia fu infatti membra dell’Intersindacale femminile. In seguito, tra il 1987 e il 2002, fu attiva all’interno della Commissione donne della VPOD, nel corso degli anni Novanta partecipò ai lavori della Commissione femminile della Camera del Lavoro e, successivamente fino al 2005, della Commissione donne dell’Unione Sindacale Svizzera, presiedendo, per svariati anni, la sezione Ticino e Moesano. In campo sindacale fu encomiabile il suo costante impegno nella sensibilizzazione a proposito dell’allora poco affrontata tematica del mobbing che si concretizzò, per esempio, nella denuncia dei maltrattamenti subiti dal personale di una struttura per anziani del Locarnese.

Quando nel 1993 venne fondata la Commissione consultiva per la condizione femminile, Nadia Canonica-Guidotti fu tra le prime 16 membre dell’istituzione all’interno della quale rimase per i successivi 12 anni.

Tramite le associazioni e le commissioni di cui fece parte, così come a titolo individuale, Nadia Canonica-Guidotti si distinse pure grazie all’impegno profuso nell’ambito del miglioramento della protezione legislativa della donna: si pensi ad esempio il suo coinvolgimento nell’organizzazione, il 14 giugno 1991, dello Sciopero nazionale delle donne in risposta alla mancata applicazione dell’articolo costituzionale 4bis in materia di parità tra i sessi, alle campagne, sviluppatesi nel 1999 e tra il 2004 e 2005, a favore dell’assicurazione maternità e a quella del 2002 relativa all’interruzione di gravidanza.

Tra il 1999 e il 2001, consapevole che in Ticino non esistevano strutture mirate, Nadia Canonica-Guidotti, unitamente a un gruppo di donne provenienti dal mondo sindacale e associativo, diede vita al Comitato di sostegno alle donne vittime di violenze sessuale concretizzatosi poi, l’8 marzo 2001, nell’Associazione SOS Donna da lei stessa presieduta.

Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Duemila si impegnò attivamente all’interno delle fila del Partito socialista unitario (PSU poi PS) partecipando ad alcune campagne elettorali per il Consiglio comunale di Monte Carasso.

Avendo vissuto sulla propria pelle le difficoltà tipiche delle famiglie monoparentali, tra il 1994 e il 2005 partecipò alle attività promosse dell’Associazione ticinese delle famiglie monoparentali e ricostituite focalizzandosi in modo particolare sulle tematiche relative agli alimenti e alle difficoltà finanziarie delle madri single.

Nadia Canonica-Guidotti si spense il 5 dicembre 2010, dopo una lunga e debilitante malattia.

 

Autrice: Susanna Castelletti, 21 dicembre 2016

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Fonti e bibliografia

Archivi

Fondo Nadia Canonica, AARDT Massagno.

Libri e contributi

Canonica Nadia, “C’è voluto persino il megafono”, in Sergi-Hofmann Lorenza (acd), Se le donne vogliono tutto si ferma, Lugano, Fondazione Pellegrini-Canevascini e Camera del Lavoro, 1991, p.59.

Sos Donna (acd), Il diritto di non farsi violentare, Bellinzona, SOS Donna, 2006.

Castelletti Susanna, Testa-Mader Anita, “Donne militanza e cultura nel secondo Novecento” in Valsangiacomo Nelly, Mariani Arcobello Francesca (acd), Altre culture. Ricerche, proposte e testimonianze, Bellinzona, Fondazione Pellegrini-Canevascini, 2011.

Articoli

Schlegel Loredana, “In ricordo”, in I diritti del lavoro, VPOD, no.1, gennaio 2011, p.19

Intervista

Intervista scritta a Costanza Canonica, 16 novembre 2016